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Il mestiere del cenciaiolo: viaggio nella tradizione tessile pratese

La città di Prato ha una lunga tradizione nel settore del tessile e in particolare in quello della rigenerazione delle fibre, il processo che porta alla creazione di nuovi filati a partire dalla rigenerazione dei vecchi abiti usati, i cenci, oppure degli scarti industriali. Dalla nascita di Rifò, il nostro obiettivo è sempre stato quello di valorizzare e portare avanti questa antica tradizione che ha fatto la storia di Prato, per restituire valore non solo agli indumenti vecchi ma anche a chi li produce e ad un processo industriale povero, che negli anni era stato considerato di poco pregio e scarsa qualità. Il valore di questa tradizione è al contrario inestimabile e consiste nella sua intrinseca sostenibilità, che mette il riciclo e il risparmio di coloranti e quindi di acqua, al primo posto. Il progetto di Rifò vuole infatti contrastare l'insostenibilità ambientale della moda.

La storia della tradizione tessile pratese: i cenciaioli

Noi vediamo solo un cenciaiolo, scuotendo la testa Inciampando e sbattendo contro i muri come un poeta. (Charles Baudelaire, Les Fleurs du Mal, Le vin des chiffoniers)
La tradizione tessile pratese vede protagonisti i cenciaioli, una figura lavorativa che ha segnato nel profondo la storia di questa città. Tutti potevano essere cenciaioli. Molto spesso era un lavoro che i ragazzini facevano dopo la scuola per mettersi in tasca qualche soldo in più. E grazie a questa tradizione, Prato visse un periodo di piena rifioritura economica. Il mestiere del cenciaiolo ha origini storiche molto lontane che arrivano addirittura dal XII secolo d.C., ma è nel secondo Dopoguerra che raggiunge l'apice in questa città, a causa delle materie prime che scarseggiavano e del bisogno di recuperare materiali usati. E così che i cenciaioli, con le loro mani sapienti, imparavano a riconoscere i tessuti con un solo tocco, dividendoli per colore e per consistenza, strappandoli con le mani nude. E da quei brandelli di stracci, i cosiddetti cenci, si estraeva una nuova materia che gettava le basi per la creazione di un nuovo tessuto. Quello dei cenciaioli è più di un semplice mestiere. È un'arte nobile, raffinata, capace di raccontare la storia di chi aveva indossato quegli abiti usati, di creare il nuovo dal vecchio. Il tutto secondo una logica economica che precede il consumismo: quella del buonsenso. A questo mestiere ricco di tradizione e storia Rifò ha dedicato una mini serie di 6 puntate: imperdibili se vuoi ascoltare la testimonianza diretta di cenciaioli oggi in pensione, che hanno svolto la loro attività nel pieno boom economico. Ecco la prima puntata, segui il nostro canale Youtube per le altre puntate!

La rigenerazione delle fibre tessili nei tempi moderni

La città di Prato ha una tradizione industriale legata alla rigenerazione delle fibre che risale all'Ottocento e sebbene il mestiere del cenciaiolo non sia più così diffuso, le aziende del settore che sono resistite alla crisi, stanno comprendendo negli ultimi anni il valore di eco-sostenibilità che contraddistingue questa attività. Quella del cenciaiolo è un'arte della quale i più anziani raccontano con orgoglio e che noi di Rifò siamo felici di testimoniare con la creazione dei nostri capi sostenibili. Grazie anche alle tecnologie disponibili, infatti, abbiamo potuto dare il via a una produzione che prevede l'utilizzo di filati sostenibili e responsabili per creare capi durevoli, a basso impatto ambientale e, trovandoci a Prato, a Km 0. La prima fase per la creazione di tessuti rigenerati è proprio quella di raccolta e di selezione dei vecchi indumenti in cashmere o cotone, ma anche di jeans, che in seguito vengono divisi per colore. I tessuti raccolti vengono quindi sfilacciati attraverso l'utilizzo di particolari macchine, ormai industrializzate, le carde. Le nuove fibre vengono stratificate e filate, mantenendo la loro colorazione originale. Una materia prima che ottiene ancora più valore rispetto all'originale, che viene prima trasformata in tessuto, in seguito in maglioncini, t-shirt, sciarpe... Rigenerare porta numerosi benefici rispetto alla creazione di abbigliamento nuovo:
  • Preserva l’ambiente riducendo la quantità di rifiuti prodotti
  • Conserva le risorse limitate
  • Riduce i costi di produzione e l’utilizzo di materiali grezzi
  • Supporta l’industria locale
  • Incoraggia la creatività e l’innovazione
  • Prolunga la vita dei materiali
  • Incentiva l’economia circolare
Cenci tradizione tessile pratese Quello della rigenerazione delle fibre tessili, per noi di Rifò rappresenta una risorsa inestimabile, una tradizione da esplorare e grazie alla quale poter sperimentare nuove tipologie di produzione. Per questo suo approccio innovativo così legato alle sue radici pratesi, Rifò rimane oltre che un brand di moda, un progetto di economia circolare, che ha come primario obiettivo quello di esplorare le tante alternative ai modelli economici che abbiamo conosciuto fino ad ora, che sono la causa dell'inquinamento prodotto dal mondo della moda. Se sei curioso di scoprire quello che sappiamo creare grazie ai tessuti rigenerati, vieni a dare un'occhiata al nostro shop online oppure vieni a trovarci nel nostro negozio di Prato, dove potrai vedere di persona i nostri capi di abbigliamento rigenerato e conoscere personalmente tutto il nostro team!

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