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Eco-design, cosa significa esattamente?

L'impatto che la vita di un oggetto ha sull'ambiente diventa sempre più importante in ottica di sostenibilità.

Progettare in modo tale da ridurre questo impatto, aumentando la vita dei prodotti e favorendone un giorno uno smaltimento circolare, significare fare eco-design. 

Hai mai pensato a quante cose hai comprato nella tua vita? E hai mai pensato a quante sono durate davvero a lungo?

Ecco prendi questo pensiero e trasportalo a 100-150 anni fa. Pensa a quanti oggetti i tuoi nonni o bisnonni hanno comprato nella loro vita e quanto sono durati. Forse qualcosa lo conservi ancora tu oggi.

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Hai avuto una piccola vertigine? Eh si, ti capiamo.. Dobbiamo iniziare a possedere (non consumare) meno e cose più durevoli.

 

Cosa significa eco-design?

Solo apparentemente ecodesign indica il design di cose sostenibili in senso lato, spesso fatte con materiali di scarto. In realtà sta a significare il fatto che un prodotto è stato pensato come un qualcosa che avrà una vita futura, anzi un ciclo di vita. 

Il designer, ma anche il produttore, si assumono una responsabilità nei confronti dell'oggetto. Una responsabilità che tiene conto non solo delle fasi produttive, ma anche di come quel prodotto verrà commercializzato, spedito, quanto a lungo e come verrà utilizzato e, cosa molto importante, smaltito. Ognuna di queste fasi dovrà essere pensata per minimizzare l'impatto di questo oggetto sul pianeta.

Vediamo insieme quali sono queste fasi. 

L'impatto della produzione

La produzione di un manufatto porta con sé tanti processi che possono gravare sull'ambiente.

Per rimanere in un campo a noi conosciuto, quello dell'abbigliamento, vediamo per esempio come la produzione di un capo comporta il consumo di molta acqua per lavaggi vari e colorazioni; coloranti e sostanze chimiche, che si sommano alla CO2 consumata per il trasporto legato a tutte le fasi di produzione. Questo aumenta esponenzialmente quando questi processi avvengono in luoghi molto distanti tra di loro.

Quando non è possibile controllare internamente tutte le fasi della produzione,  per progettare in ottica di green design, è molto utile l'esistenza di LCA (Life Cycle Assesment). Queste certificazioni attestano in modo dettagliato quale impatto ha avuto un determinato materiale e idealmente quali sono i risparmi rispetto a materiali più tradizionali e/o non sostenibili.

Questo per esempio è l'LCA del filato in cashmere rigenerato con il quale vengono prodotti i maglioncini Rifò:

L'impatto della vendita

Anche la commercializzazione di un prodotto di eco-design ha un impatto e può essere pensata in maniera tale da ridurlo.

Pensiamo prima di tutto al packaging. Per essere in linea con il design ecologico deve infatti:

  • essere ridotto al minimo
  • essere composto da un solo materiale e quindi riciclabile
  • possibilmente deve esser fatto da materiale di scarto o riciclato, in modo tale che anche la produzione di packaging limiti il suo peso sull'ambiente (sì, anche il packaging è un prodotto)

Il massimo livello di packaging di eco-design lo si raggiunge poi quando le confezioni sono davvero riutilizzabili, sia nella vita quotidiana di ognuno, sia quando possono diventare un nuovo packaging. Come nel caso del nostro packaging riutilizzabile per e-commerce Repack.

Nella fase della vendita però ci possono essere molti altri aspetti che vanno ad impattare sull'impronta che un oggetto lascia sulla terra.

La distribuzione nei negozi, il trasporto dovuto alle spedizioni di pochi singoli oggetti nell'ambito dell'e-commerce... Tutti questi sono aspetti sono spesso imprescindibili, ma possono essere anche questi ottimizzati quando si vuole disegnare un prodotto di eco-design.

Certamente vendere solo in ambito locale a pochi km dal luogo di produzione è la scelta che può garantire il più basso impatto di CO2.

L'impatto dell'utilizzo

Una volta che un oggetto si trova nelle mani del suo utilizzatore, per lo scopo per il quale è stato pensato, bisogna chiedersi: quanto durerà?

La qualità c'entra ovviamente. Ma una qualità testata, pensata, sulla base di quello che sarà l'utilizzo e la manutenzione del prodotto dal design sostenibile.

Sempre tornando all'ambito dell'abbigliamento progettare un capo di eco-design vuol dire per esempio chiedersi cosa succederà quando verrà lavato, asciugato e stirato? Questi processi intaccheranno la sua qualità e permetteranno che duri a lungo? Andranno ad inquinare rilasciando sostanze nocive come le microplastiche?

L'impatto legato allo smaltimento 

È il caso di dirlo: chiudiamo il cerchio.

Un oggetto di eco-design sicuramente deve essere riciclabile e rispettare i principi dell'economia circolare. La sua vita non può finire in una discarica tra rifiuti generici.

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Questo ha a che fare con il materiale con il quale questo oggetto è stato creato.

Come per il packaging è importante che il prodotto di ecodesign sia composto dal minor numero di materiali possibili, meglio se solo uno.

Lo stesso vale per l'abbigliamento, meno fibre ci sono in composizione meglio è, specialmente se sintetiche.

Poliestere, acrilici, e fibre derivate dal petrolio, rendono più difficile il riciclo di un prodotto o comunque ne abbassano la qualità di partenza.

Eco-design e moda: come pensare un capo sostenibile

Rimaniamo ancora nel campo della moda e sostenibilità. Oltre a tutte le attenzioni legate ai materiali, naturali, riciclabili e spesso riciclati; ai processi a basso impatto sull'ambiente; e alle varie fasi che riguardano l'acquisto, esiste un aspetto del quale non abbiamo parlato: come viene pensato un capo di di eco-design? Come influiscono questi principi sul processo creativo?

Ecco, è semplice, un abito di eco-design deve essere disegnato per durare. Ciò vuol dire che il creativo deve pensare alle persone, a quello di cui hanno bisogno e cosa potrà rappresentare un investimento per loro nel tempo.

Un capo troppo "moda", passeggero, volatile, che ricalca le mode della stagione, difficilmente potrà essere eco-design. Perché nasce per durare pochi mesi.

Come sempre quindi la domanda da porsi, non solo come consumatori, ma anche come creatori è: le persone avranno voglia di indossare questo capo negli anni?  

L'eco-design può essere un limite?

Sicuramente progettare seguendo alcuni o tutti i criteri di eco design dei quali si è parlato in questo articolo è una sfida non da poco.

Noi però ne siamo convinti da tempo: i limiti stimolano la creatività.

Allo stesso tempo come brand di abbigliamento sostenibile dobbiamo ammettere che in alcuni casi occorre sacrificare alcuni principi, magari per privilegiarne altri.

Per esempio: il nostro maglioncino di jeans aveva una composizione 95% cotone, quindi riciclabile.

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Nonostante questo alle maniche e ai polsini subiva spesso degli slargamenti mano a mano che aumentavano gli utilizzi. Così ci siamo trovati ad un bivio: meglio un capo con una migliore composizione o un capo più duraturo?

Abbiamo quindi deciso di inserire una minima percentuale di lycra, una fibra sintetica per aumentare la qualità e soprattutto la durata dei nostri maglioncini di jeans nell'armadio delle persone.

Anche in questo caso il maglioncino di jeans di Rifò è comunque rimasto rigenerabile, proprio perché la quantità di fibra sintetica è minima, intorno al 5%: missione compiuta!

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