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Moda a Km 0

GLI ARTIGIANI DI RIFò

La trasparenza dei fornitori è un valore fondamentale per Rifò, per questo sin dall’inizio è stato uno dei cardini del nostro brand.

Tutto nel raggio di 30 Km

Produrre a Km0 significa che la nostra filiera produttiva si trova interamente nel distretto tessile di Prato, nel raggio di 30km. Ci impegniamo a realizzare tutti i nostri prodotti limitando il consumo di carburante, creando nuove opportunità di lavoro sul territorio, con la certezza della qualità dei nostri prodotti e soprattutto dell’eticità del processo produttivo. Oltre a valorizzare il territorio uesto approccio ci permette di essere agili e flessibili; di avere un contatto diretto con gli artigiani e di vedere con i nostri occhi la filiera. Inoltre possiamo così produrre anche fuori dalle logiche di stoccaggio, privilegiando le piccole quantità e la prevendita.


Storia del distretto tessile di Prato

“E non soltanto la storia d’Italia, ma quella di tutta l’Europa finisce a Prato, fin dai tempi più remoti, da quando i pratesi si son messi a far pannilani con i rifiuti di tutto il mondo.
[…]
A Prato, dove tutto viene a finire:

la gloria, l’onore, la pietà, la superbia, la vanità del mondo.”

Curzio Malaparte

  1. XII secolo - XIII secolo

    Già da questo periodo abbiamo testimonianze di artigiani deditial lavoro tessile a Prato. Questa attività nel territorio pratese è stata favorita da diversi fattori ambientali, quali la disponibilità di acqua del fiume Bisenzio e la presenza di una campagna adatta ai pascoli delle pecore, da cui si ricavava la lana.
  2. XVI - XVII secolo

    Tra il XVI e il XVII secolo Prato attraversò un periodo caratterizzato da alti e bassi. Riuscì ad affermarsi tra i principali centri tessili europei fino al momento in cui subì una serie di sfortunati eventi tra cui il Sacco di Prato del 1512 da parte dell’esercito spagnolo e la diffusione della peste.
  3. XIX secolo

    A partire dall’Ottocento Prato inizia ad industrializzarsi, diventando così una vera e propria città industriale. In questo periodo vengono introdotti gli “Stracci” e la “Lana rigenerata”, che rivoluzioneranno l’industria tessile in Italia e non solo. Gli stracci giungevano già a Prato da tutto il mondo.
  1. Inizio XX secolo

    Durante la Seconda Guerra Mondiale l’industria tessile subì unarresto vertiginoso a causa dei danni causati alle fabbriche dai bombardamenti. Fortunatamente nel Dopoguerra la laboriosità dei Pratesi ebbe ancora modo di manifestarsi nella ricostruzione e condusse a quello che venne chiamato “miracolo pratese”: un periodo di benessere in cui la città ricominciò la sua produzione più in forze di prima. Dagli anni ‘60 si assistette ad un rinnovamento dei macchinari e delle tecnologie che consentirono a Prato di imporsi come centro mondiale del tessile.
  2. Fine XX secolo

    Purtroppo negli ultimi anni il distretto pratese, e più in generale,  tutto il settore tessile italiano, sono entrati in una forte crisi. La competizione spietata che si è venuta a creare tra le diverse aziende ha portato ad un trend crescente di delocalizzazione della propria produzione nei Paesi in via di Sviluppo, così da diventare maggiormente competitivi nei prezzi. Questo ha contribuito a rovinare moltissime aziende tessili della nostra città, che sono state costrette a chiudere.
  3. Oggi

    Sembra strano ma una via d’uscita dalla crisi si trova proprio nei cenci e negli stracci, un ritorno alle origini quasi proustiano. Noi di Rifò ne siamo un esempio con il nostro cashmere rigenerato e cotone rigenerato.

I benefici di una produzione a km 0

  • Riduzione di carburante

    Siamo capaci di risparmiare sul consumo di carburante durante la produzione.

  • Assenza di intermediari

    Producendo sul territorio riusciamo ad andare direttamente alla fonte, evitando gli intermediari.

  • Economia locale

    L’economia locale è supportata con la creazione di nuove opportunità di lavoro.


  • Riduzione prezzi

    Tutti questi fattori ci permettono di abbassare il prezzo finale dei nostri prodotti.

Gli artigiani Rifò

Per fare questo ci affidiamo a dei fornitori di fiducia con cui collaboriamo da tempo e che sono diventati ormai parte allargata del nostro team.

Così possiamo controllare in real time la filiera così da avere la certezza dell’eticità del nostro processo produttivo.
All’inizio non è stato affatto semplice incontrare la loro disponibilità per lavorare con piccole quantità che potessero evitare i problemi di sovraconsumo e di sovrapproduzione che interessano il mondo della moda e che hanno un enorme impatto ambientale.

Senza la disponibilità e flessibilità dei nostri fornitori il nostro progetto non si sarebbe mai potuto concretizzare.
Qui di seguito trovi l’elenco delle aziende che ogni giorno ci aiutano a portare avanti la nostra idea di moda sostenibile.

La sostenibilità parte da te!

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