Il tuo carrello
Continua gli acquisti

Spedizione gratuita in italia a partire da 90€

Iscriviti alla nostra newsletter per la spedizione gratuita!

Resi e cambi taglia gratuiti

Lana vegana: l'alternativa naturale a quella di pecora esiste? Lo abbiamo chiesto ad un attivista per i diritti degli animali

Uno degli assunti dai quali parte la civiltà umana è che la natura è al servizio degli essere umani, che la sfruttano e ne dispongono. Così vale per gli animali: le mucche ci offrono il latte, il pollame le loro carni, le pecore la loro lana. Qualcuno storcerà il naso a questa affermazione. In realtà, tosare una pecora non è proprio la stessa cosa di uccidere un animale per mangiarlo, giusto? L'etica vegana vuole proprio invertire il principio sul quale l'uomo ha da sempre fondato il suo operato, affermando che nessun essere vivente senziente debba essere sfruttato per gli interessi dell'uomo, a prescindere dal fatto che un animale venga ucciso o meno. In questo articolo capiremo quindi quali sono le opzioni vegane in merito all'abbigliamento e più in particolare in merito alla maglieria. In poche parole risponderemo alla domanda: esiste una lana vegana? Cosa si intende con questa definizione? Come viene prodotta la lana cruelty free? Per scrivere questo articolo non ci siamo limitati a raccogliere un po' di informazioni in merito al tema, ma abbiamo chiesto un'opinione a un insider, Simone Scampoli, attivista per il movimento Animal Save Movement, un movimento per i diritti degli animali che negli anni ha visto nascere al suo interno anche i rami Climate Save Movement e Health Save Movement. Questo perché la sofferenza animale è strettamente legata alla distruzione ambientale e alla salute umana. animal-activism Ma facciamo un passo indietro, vediamo cosa significa lana vergine.

Come viene raccolta la lana vergine

Come viene raccolta la lana vergine? Molto semplice. Il taglio del pelo viene fatto sulla pecora viva mediante l'utilizzo di cesoie meccaniche o a mano, solitamente in primavera, quando il pelo è più lungo. La tosatura viene fatta anche su animali morti. In questo caso, la lana prende il nome di lana da concia e ha una qualità molto meno pregiata. Quando la lana è estratta, viene messa insieme in delle balle e inviata ai lanifici che procedono poi alla sua lavorazione.

La sofferenza della tosatura

capre-maltrattemento La lana viene derivata da animali come le pecore e le capre. Quello della lana è un settore davvero redditizio e questo prevede l'allevamento a volte intensivo di questi animali. Sì, perché le pecore producono solo la lana che serve loro per proteggersi dal clima. Ma l'industria della moda ne richiede molta, molta di più. E qui entrano in gioco gli allevamenti intensivi, che si occupano di selezionare le pecore con le migliori caratteristiche genetiche per trasformarle in macchine produttrici di lana. Le pecore si ritrovano quindi ad avere in estate un peso di lana maggiore di quello che necessitano alla loro sopravvivenza, per poi soffrire il freddo in inverno. Quando l'allevamento intensivo è fatto per fare grandi numeri il rischio è inoltre che questi animali vengano feriti dalle cesoie, riportando spesso infezioni e sofferenze. Benché va detto che non è interesse economico dell'allevatore perdere un capo di bestiame che può produrre ancora molto materiale e di conseguenza ricchezza, si stima che in seguito alla tosatura, sono più di un milione di pecore a morire ogni anno. E se pensi che questo non sia abbastanza, devi sapere anche che esiste una tecnica, chiamata mulesing, in cui gli allevatori asportano parti di pelle dell'animale, solitamente senza anestesia e senza antidolorifici, per prevenire le infezioni dovute a larve e parassiti. Una pratica dolorosa e crudele, particolarmente diffusa in Australia, ancora in nome del mercato del moda.

Il pensiero vegano: le parole di un attivista per i diritti degli animali

Ci è sembrato naturale chiedere direttamente ad una persona che ha abbracciato la filosofia vegana e che difende ogni giorno i diritti degli animali cosa ne pensa del mondo legato alla lana, se esiste una lana vegana e soprattutto se la lana rigenerata può rappresentare una buona alternativa, ecologica e cruelty-free: Ecco cosa ci ha risposto l'attivista Simone Scampoli:

Come vede un vegano l'acquisto di capi in lana vergine? Ci sono distinguo da fare con la lana cashmere vergine?

Il Veganismo denota una filosofia e uno stile di vita che cerca di escludere tutte le forme di sfruttamento e di crudeltà nei confronti degli animali per l'alimentazione, l'abbigliamento o qualsiasi altro scopo; e, per estensione, promuove lo sviluppo e l'utilizzo di alternative non animali a beneficio degli esseri umani, degli animali e dell'ambiente. Pertanto, l'utilizzo di materiale derivante da animali, anche se rigenerato, promuove il messaggio che gli animali sono sfruttabili quando in realtà ogni individuo su questa Terra, è su questa Terra per il solo scopo di vivere e contemplare la bellezza della natura. Nessun essere deve essere collegato alla creazione di un prodotto, che sia vergine o rigenerato.

Avevi mai sentito parlare di lana rigenerata? Può rappresentare un'alternativa per l'etica vegana?

Essendo attivista per i diritti degli animali e anche ambientalista sono venuto a conoscenza del riutilizzo di questo derivato animale tempo fa, sia leggendo su internet e anche perché essendo pratese mi sono imbattuto spesso in questa realtà.

Sicuramente rigenerare questo materiale per dare vita a nuovi capi porta enormi benefici all'ambiente. Considerando il devastante impatto ambientale che si cela dietro l'industria della lana, la rigenerazione di essa è sicuramente qualcosa di positivo per l'ambiente e per evitare ulteriori rifiuti.

Quindi il lavoro attuato dalle industrie che rigenerano prodotti è sicuramente utile visti i tempi che corrono ma è giusto non mescolare le cose, i prodotti derivati da animali, rimangono tali e si portano dietro la sofferenza che gli animali stessi hanno subito.

Guardando al futuro, vedo un mondo vegano, e l'aumento drastico di prodotti vegani nel mercato ne è la risposta. Questo per dire che arriverà il giorno dove non si produrrà più lana, quindi rigenerare lana ha i suoi benefici ma guardando al futuro dovremmo investire sulla creazione di nuovi materiali etici e naturali per sostituire definitivamente la lana.

cenci

Esiste una lana vegana?

La congiunzione di queste due parole, lana vegana, non può esistere. Come specificato sopra, la parola vegan implica l'abolizione di ogni sfruttamento e pertanto l'esclusione di ogni materiale o prodotto derivante da animali dalle nostre vite.

Continuare a usare i materiali di altri esseri viventi farebbe passare il messaggio che certi esseri sono su questa Terra per noi, come certe tradizioni e/o culture ci dicono.

È un po' come quando la dieta vegana viene attuata solo a scopo salutare. La parola vegan implica etica, non si diventa vegani per la salute, in quel caso si dice che si segue una dieta a base vegetale.

Colgo l'occasione per ricordare l'enorme sofferenza che si cela dietro l'industria della lana, che è strettamente legata alla produzione di carne e latticini. Se ci mettessimo nella posizione degli animali vittime di questo massacro, non credo loro vorrebbero vedere il nome "lana" che caratterizza la loro pelliccia, associato alla parola vegan. Quindi è giusto chiamarla lana rigenerata, e non vegana.

Quindi secondo l'etica vegana qual è la migliore scelta che soddisfa il bisogno di vestirsi nei periodi di maggiore freddo, quando il cotone non basta? Conosci materiali innovativi e bio-sostenibili che rispondono a queste caratteristiche?

Purtroppo chi ha scelto di passare ad uno stile di vita completamente vegano ha ancora problemi in questo mondo attuale e subisce spesso discriminazioni sotto vari aspetti ma molti ricercatori ci stanno sorprendendo e stanno trovando ciò che ci serve.

Gli studenti dell’università delle Ande a Bogotá, in Colombia, hanno creato *Woocoa", una "lana" 100% vegetale composta da una combinazione di canapa e fibre di cocco trattate con enzimi estratti dal fungo Pleurotus. È molto versatile e adatta per essere tessuta e tinta in modo simile alla lana vera.

Negli ultimi anni, anche designer e produttori di abbigliamento hanno sfruttato la biotecnologia per offrire alternative cruelty-free alle fibre e ai materiali di derivazione animale: eco-pellicce high-tech e pelletteria vegana da scarti della produzione del vino, dall’ananas e dalle albicocche.

Gli studi sulle alternative alla pelle sono appunto molti, c'è anche chi ha provato a sostituirla con la lavorazione di foglie d'albero.

fibra-cocco

Cosa ne pensi delle fibre sintetiche, che pur non essendo derivate dallo sfruttamento di animali vengono prodotte a partire dal petrolio e quindi sono particolarmente inquinanti? Pensi che siano comunque una scelta preferibile secondo l'etica vegana?

A mio parere l'etica vegana dovrebbe escludere anche materiali sintetici che implicano distruzione ambientale.

Come detto sopra, la popolazione vegana è ancora una minoranza, e non sempre è possibile accedere a prodotti ecosostenibili e cruelty-free perché il mercato non li predilige. Sarebbe quindi bellissimo veder nascere molte più aziende che si focalizzano sul riciclo della plastica per dare vita a capi sintetici.

Sappiamo quanto il mondo sia sommerso dalla plastica e magari questa potrebbe essere una soluzione provvisoria durante la transizione verso un mondo senza plastica.

pollution

La lana vegana

Sono molti gli stilisti, le case di moda e i ricercatori che hanno cercato un'alternativa cruelty free alla lana. Tra loro, anche alcuni studenti colombiani che hanno creato Woocoa, una fibra vegetale 100% naturale, composta da fibre di canapa e di cocco, che è attualmente quanto di più vicino al concetto di lana vegana. Manuel Ortiz, uno dei membri del team di Woocoa, ha spiegato il processo che ha portato a questo risultato sorprendente:
Nella nostra ricerca abbiamo scoperto che nel nostro paese, la Colombia, ci sono 114 fibre vegetali differenti comunemente usate nei prodotti artigianali. La fibra di cocco è uno scarto, un sottoprodotto dell’agricoltura che potrebbe generare dei benefici economici alle comunità della costa caraibica della Colombia. La canapa potrebbe essere coltivata per ridare valore a quelle aree in cui vi erano colture illegali; zone che fino al trattato di pace del 2016, sono state al centro del conflitto interno con il gruppo ribelle FARC.
Inizialmente, il team non era soddisfatto dei risultati a causa della durezza del tessuto che usciva dalle fibre vegetali. Poi, l'illuminazione. Dopo aver consultato i professori dei dipartimenti di biologia, ingegneria chimica e design dell'università che stavano frequentando, hanno scoperto che utilizzando gli enzimi dei funghi Pleurotus avrebbero potuto degradare la lignina, un contenuto che rende le cellule vegetali rigide e dure al tatto. Ed è stato proprio questo accorgimento che ha saputo trasformare le fibre di cocco e di canapa in un tessuto morbido, molto versatile, che assomiglia molto alla lana e che può essere tessuto e tinto come le altre fibre tessili. Tutto il lavoro dei ricercatori colombiani rimane però per il momento un esperimento, questa fibra non è ancora stata commercializzata e sviluppata in un reale prodotto disponibile sul mercato.

Conclusioni

La lana vegana non è solo realtà ma è soprattutto una scelta etica per dimostrare al mondo in cui viviamo che ci prendiamo cura di questi temi così sensibili. Anche noi di Rifò ci battiamo da sempre perché i temi dell'ecosostenibilità e dell'eticità dei processi lavorativi diventino più conosciuti e maggiormente presi a cuore da tutti. Benché derivi ovviamente in origine dallo sfruttamento degli animali possiamo affermare che i nostri capi sono, se non vegani, cruelty free, almeno per quanto riguarda lo stato attuale attuale delle cose. Non si possono certo cancellare anni di sfruttamenti e torture sugli animali, ma siamo convinti che se l'industria adottasse in massa i principi dell'economia circolare nell'ambito della lana non ci sarebbe più bisogno della lana vergine: quella che abbiamo raccolto fino ad oggi potrebbe bastare per secoli. Come fare il primo passo in questa direzione? Semplice puoi visitare la pagina del nostro sistema di ritiro dei vestiti vecchi e inviarci i tuoi vecchi capi: li inseriremo nel circolo della rigenerazione. Se invece sei interessato ad acquistare capi in fibre rigenerate, visita il nostro store online: troverai un'ampia gamma di capi di abbigliamento rigenerato gentili sia sulla tua pelle, sia con il nostro pianeta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota: i commenti devono essere approvati prima di essere pubblicati
Utilizziamo i cookie per migliorare la tua esperienza utente come specificato nella Cookie Policy
Accetta
Italian
IT